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Ho sognato una prateria di posidonie, Bologna, 2017
I dreamt of a Posidonia prairie, Bologna, 2017

Collective Drawing Intervention and Performance
From 12th to 30th June 2017
Fruit Gallery, Bologna, Italy

I was invited to produce a solo show on a container, placed into a transit/neglected area of Bologna, that was turned into a temporary art venue. I imagined this container, a true symbol of our times of global goods-mobility, colonized by Posidonia seaweed, as if it was sinked in the ocean. 
I activated a collective performance, inviting passengers to trace automatic-drawings with me, gradually “infesting” the external surface of the container. In this case the drawing was the translation into the realm of the visible of the relational core of my intervention: being together, imagining and enacting together a non human force. 
I think the word translation can hold together this complexity: each translation is a record/documentation which implies a substantial transformation of the original form. 

Sono stata invitata a produrre una mostra personale in un doppio container, posizionato in una negletta zona di transito della città, che è stato temporaneamente trasformato in una galleria d’arte. Ho immaginato questo container, un vero simbolo del nostro tempo di mobilità globale delle merci, colonizzato dalle alghe di Posidonia, come se fosse affondato nell'oceano.
Ho attivato una performance collettiva, invitando i passanti a tracciare disegni automatici con me, che gradualmente “infestavano” la superficie esterna del container. In questo caso il disegno era la traduzione visibile del nucleo relazionale del mio intervento: stare insieme, immaginare e mettere insieme una forza non umana.
Penso che il termine traduzione può tenere insieme questa complessità: ogni traduzione è una registrazione/documentazione che implica una sostanziale trasformazione della forma originale.