Black ballpoint pen on paper, 2013-ongoing
Black ballpoint pen on paper, 45 x 45 cm / 30 x 30 cm


Testo in Italiano sotto

The work 'Black Ballpoint Pen on Paper' is a series of drawings in which artist Cinzia Delnevo marks the support with multiple iterations of minimal graphic elements. These matrices of signs and their subtle unities are of an organic nature; the proliferating signs are organised in a simultaneously coherent and fragmented natural universe, covering the page in dense and sinuously winding arborescences. The repetition and constancy of the artists' gestures sublimate her energies in an intimate performative act.

In this work the performative component is essential, and to realise it the artist establishes simple and precise preliminary rules, which themselves may be used in actual performances. The first of these rules is "letting the hand go towards forms", registering "signs so small that the final result can't be predicted". Minimal graphic unities are formed in this way, one after the other, following a logic of chance guided by the subconscious. The artist's marks result from a process of automatic writing, produced by means of the ideomotor effect and a suspension of the ego. It is an act of liberating hidden forces, as well as a rigorous and methodical investigation of the self.

Although the works in 'Black Ballpoint Pen on Paper' are in a certain sense 'found' drawings, that is, made without any projected plan, it is possible to identify within them a degree of 'self-similarity', a characteristic of fractal geometry. Each fractal is composed of a single formal element repeated x-number of times at different scales. The objective of the study of fractals is to identify weak laws within an apparent chaos, and to systematically describe these jagged, granulous, branching natural forms, such as tentacles or protuberances. Fractal geometry can be identified as much in the order of macroscopic structures (coastal areas, branches of rivers and trees, forms of rock and ice) as in those of a much reduced scale (snowflakes, plant tissue, blood vessels, nerve endings). In some ways fractal geometry, according to more or less complex variables, seems to define the processes of natural generation, both at an environmental level and at that of human physiology itself. It seems that fractals schematise thought in the process of its own formation. 'Black Ballpoint Pen on Paper', as a work constituted of discrete signs repeated x number of times into structures characterised by self-similarity, seems to represent an osmotic space between natural elements and the internal landscape. The drawings appear as the fecund traces of a renewal of thoughts, a restorative regeneration according to laws to which the macroscopic and microscopic, and the material and immaterial, respond symmetrically.

(Text by Laura Di Nicolantonio translated from Italian by Christian Sancto)

If you want to zoom one of the images, please click here

L’opera Penna a Sfera Nera su Carta è una serie di disegni raffiguranti elementi grafici minimi che l’artista Cinzia Delnevo traccia molteplici volte sulla superficie. Queste matrici di segno, queste unità discrete sono di natura vegetale. Proliferando, questi segni si organizzano in un universo vegetale unitario e frammentato, in arborescenze che si snodano sinuose e fitte sul foglio. La ripetitività del gesto, agito con costanza, sublima le energie dell’artista che è coinvolta in un atto performativo intimo.

La componente performativa è importante in quest’opera e per la sua realizzazione l’artista stabilisce delle regole preliminari semplici e precise, dei piccoli criteri che sono gli stessi che utilizzerebbe per le performances vere e proprie. La regola fondamentale che l’artista stabilisce è quella di “lasciare andare la mano verso delle forme”, registrando dei “segni tanto piccoli da non poterne prevedere il risultato finale”. In tal modo le unità grafiche minime vanno formandosi, una dopo l’altra, secondo una logica casuale guidata dall’inconscio. L’artista, per effetto ideomotorio e sospendendo l’Io cosciente, registra questi segni in un’operazione di scrittura automatica: si tratta di un atto di liberazione di forze celate, nonché di una pratica di approfondimento del Sé.

Sebbene i disegni di Penna a Sfera Nera su Carta siano disegni ‘trovati’, non progettati in precedenza, è possibile individuare in essi un aspetto di autosimilarità interna, una caratteristica propria della geometria dei frattali. Ogni frattale è composto da un singolo elemento formale ripetuto n volte in scale differenti. Lo studio dei frattali ha come obiettivo quello di individuare delle leggi deboli all’interno di un caos apparente e descrive sistematicamente quelle forme naturali frastagliate, granulose, ramificate, con tentacoli o protuberanze. La geometria frattale può essere individuata tanto nell’ordine di strutture macroscopiche (territori costieri, ramificazioni di fiumi e alberi, formazioni rocciose e di ghiacci) quanto in scala assai più ridotta (fiocchi di neve, tessuti vegetali, vasi sanguigni, terminazioni nervose). Per certi versi la geometria frattale, secondo variabili più o meno complesse, sembra definire i processi di generazione naturale sia a un livello ambientale che nella stessa fisiologia umana. Frattale pare essere il pensiero nel suo farsi. L’opera Penna a Sfera Nera su Carta, costituita da segni discreti ripetuti n volte e organizzati in strutture caratterizzate da autosimilarità, sembra rappresentare uno spazio osmotico tra l’elemento naturale e il paesaggio interiore, entrambi percorsi dalla medesima linfa. I disegni sembrano le tracce fertili di un rinnovamento dei pensieri, una balsamica rigenerazione secondo leggi a cui macroscopico e microscopico, materiale ed immateriale rispondono simmetricamente.

(Testo di Laura Di Nicolantonio)

Se vuoi ingrandire una delle immagini clicca qui